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		<title><![CDATA[Memoriale Musicale]]></title>
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		<description><![CDATA[Musicisti e Musiciste nella storia della musica.]]></description>
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		<lastBuildDate>Mon, 26 Aug 2024 12:45:00 +0000</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[All ricerca frenata del Mito]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Cappelli]]></author>
			<category domain="https://didatticapianistica.eu/blog/index.php?category=Memorie_di_Musicisti"><![CDATA[Memorie di Musicisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B">Personaggi di spicco da mitizzare e osannare al punto tale da renderli di Miti, personaggi leggendari e capaci di compiere gesta eroiche, non mortali. Ne sono esempio le trame delle opere liriche che hanno abitato dapprima i salotti aristocratici e poi teatri e sale da concerto. Un processo che parte proprio con la riscoperta del teatro greco, in quel prolifico salotto rinascimentale in via de’ Benci di Firenze, che apre la strada al melodramma che infiammerà l'Europa e oltre per circa tre secoli. Raccontare miti e leggende che trapelano usi e costumi della società in cui sono ambientate con l'unico scopo di esaltare e mitizzare uomini illustri che hanno contribuito a dare lustro all’arte, in ogni sua forma.<div>E’ il caso di J.S.Bach, rinato dalle ceneri e osannato al punto tale d oscurare ogni suo contemporaneo, soprattutto di origine tedesca. Nei primi anni dell’Ottocento, dopo quasi un secolo di oblio, si riscopre l’arte bachiana. Musicologi e musicisti riprendono a studiare le musiche “antiche” e ne rivalutano l’importanza. Ad oggi, il percorso di studi accademici prevede che le composizioni di Bach accompagnino gli aspiranti musicsiti sino alla fine degli studi.</div><div>Bach diventa un’icona che comanda su tutti i coevi dell’epoca barocca, pur essendoci stati altri musicisti che hanno imposto il loro stile: si pensi ad Haendel, George Philipp Telemann, Gian Battista Sammartini, Benedetto Marcello, Antonio Vivaldi, Anna Maria dalla pietà, Domenico Scarlatti e tanti altri. &nbsp;La rinascita di Bach si deve alla pubblicazione della biografia scritta da Johann Nikolaus Forkel, a tutti i concerti di primo Ottocento che includevano musiche bachiane e definitivamente battezzato bel 1829, a Berlino, della “Passione secondo Matteo” da parte di Felix B. Mendelsshon. Attualmente, iniziata non più di un anno fa, assistiamo alla serie animata (<span class="fs12lh1-5"><i>Bach the animated serie</i></span>) che circola sui social media e al libro di Emiliano Vitali “All’ombra di Bach”, che racconta la storia della famiglia Bach dal punto di vista di Herr Altnikol (copista di Bach) che nel 1744 si trasferisce a casa Bach e che in seguito sposerà una delle figlie di Bach, Elisabeth Juliana Friderica. Tra le pagine del romanzo, scritto e descritto con un linguaggio non semplice e fedele all’epoca in cui è ambientato, che ti immerge in casa e fa vivere attimo dopo attimo le vicessitudini più intime della famiglia; ampi spazi dedicati alla figlia (sua futura moglie) e alla seconda moglie Anna Maria Magdalena. </div><div>Indiscusso il talento di Johan Sebastian Bach, figlio d’arte seppur di umili origini. La sua gloria la dobbiamo proprio al suo amico Georg Philipp Telemann. </div><div>Bach e Telemann avevano pochi anni di differenza, il primo nato a Eisenach nel 1685 e il secondo a Magdeburgo nel 1671. Tutti e due tedeschi e con talento da vendere. Quando Bach era ancora uno sconosciuto, la musica più apprezzata e circolante in tutta Europa, era quella di Telemann, così come testimonia il celebre trattato <i class="fs11lh1-5">Versuch einer Anweisung die Flöte traversiere zu spielen</i> di Johann Joachim Quantz. &nbsp;In questo trattato, oltre al modo di suonare il flauto traverso, sono trattati i temi dell’estetica musicali e gli stili esecutivi dell' epoca.</div><div>Nel 1701, Telemann aveva fondato il locale <span class="fs12lh1-5"><i>Collegium musicum</i></span>, una formazione orchestrale amatoriale, presso il Café Zimmermann, a Lipsia. La stima e il rispetto che si era guadagnati lo vedevano spesso protagonista di incarichi di primo ordine. Tutte le grandi città tedesche se lo contendevano. Nel 1705 si trasferì a Eisenach dove, rimasto vedovo, si sposò una seconda volta. La cittadina era la dimora di J.S. Bach. I due si conobbero e si instaurò una genuina amicizia, tanto che nel 1714, George divenne il padrino di battesimo del secondogenito di casa Bach, Carl Philipp Emanuel. </div><div>Lipsia reclamava ancora Telemann e, dopo l’esame della sua candidatura, fu eletto all’unanimità dal consiglio municipale di Lipsia come Thomaskantor nella chiesa di San Tommaso l'11 agosto 1722. Il musicista prese l’incarico il 13 agosto ma, vista la possibilità di scegliere dove stabilirsi, pensò di accettare anche l’incarico ad Amburgo, sua meta prediletta. Telemann lasciò col fiato sospeso le autorità di Lipsia e anche quelle di Amburgo. Lo scopo era quello di ottenere un aumento di paga dalle autorità di Amburgo, e così fu. La carica a Lipsia rimase vacante. </div><div>La scelta dei candidati ammessi alla carica di Thomaskantor di Lipsia erano tre, in ordine: Gerge Philipp Telemann, Johann Christoph Graupner, Johann Sebastian Bach. Dopo il rifiuto di Telemann, le autorità di Lipsia, convocarono Graupner che rifiutò l’incarico e pertanto iniziò la gloria del grande J.S. Bach. </div><div>Telemann rimase stabilmente ad Amburgo e, nel 1723, nominato maestro di cappella della corte del margravio di Bayreuth, così come già fece per Eisenach, assolse gli impegni dell’incarico a distanza. Nel 1728, insieme al compositore Johann Valentin Görner (1702-1762), fondò la rivista «Der getreue Musikmeister». Tra il 1737 e il 1738 trascorse alcuni mesi a Parigi, dove entrò in contatto con la musica di Jean-Philippe Rameau: un’esperienza che arricchì la propria produzione vocale di elementi ricavati dallo stile operistico francese. Visse il resto della sua vita ad Amburgo, curando l’ambiente musicale della città, collaborando anche con l’Opera di Amburgo. La produzione musicale spazia dalla musica sacra a quella profana, da quella vocale a quella strumentale, da camera e orchestrale. Le sue composizioni tendono a sperimentare forme nuove quali quella del lied, della sinfonia e della suite.</div><div>Telemann morì il 25 giugno 1767. Il suo incarico ad Amburgo fu assegnato al suo figlioccio, Carl Philipp Emmanuel Bach.</div><div><br></div><div>Ho cercato di riassumere brevemente la biografia di Telemann, riportando gli eventi più significativi… Ecco che scatta subito la domanda: come mai la gloria di Bach non è toccata anche a Telemann? Eppure, al tempo, come raccontano i fatti, era l’arte ineguagliabile di Telemann a detenere il successo.</div><div>È indiscussa la grandiosità dell’arte bachiana ma, non sarebbe opportuno spaziare e focalizzare l’attenzione sulla produzione musicale di tanti altri bravi musicisti? Non sarebbe il caso di variare il repertorio da esibire in pubblico e anche da proporre ai giovani che si accostano allo studio di uno strumento musicale? Se poi tocchiamo la nota dolente che il repertorio esibito è di gran lunga di autori uomini, lo studio diventa ancora più ripido e ingarbugliato.</div><div>Domande a cui non saprei rispondere: perché nella storia della musica si sono scelte determinate personalità anziché altre? Quali sono i parametri che determinano la gloria di un “Mito” a discapito di un altro? Perché composizioni di insigni Maestri del passato devono essere considerate di livello inferiore rispetto alle grandi personalità?</div><div>Il Gusto, le mode, la società, gli eventi sociopolitici… determinano rotte inattese e “bizzarre”. E se poi un giorno scoprissimo che, tutto o in parte, quello che ci hanno tramandato fosse frutto di fantasia? L’intelligenza artificiale ci sta insegnando che anche la verità, audio-visiva, può essere distorta con le nuove tecnologie... immaginiamoci con gli scritti di un tempo.</div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5">Bibliografia</span></div><div><span class="fs8lh1-5">Treccani.it</span></div><div><span class="fs8lh1-5">https://bibliolmc.uniroma3.it</span><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5">Formenti Gabriele- GEORG PHILIPP TELEMANN. Vita e Opera del più prolifico compositore del barocco tedesco, ed. Zecchini</span><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 12:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mariane Tromlitz e casa Wieck ]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Cappelli]]></author>
			<category domain="https://didatticapianistica.eu/blog/index.php?category=Memorie_di_Musicisti"><![CDATA[Memorie di Musicisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Mariane Tromlitz</b></span>, nata a Greiz nel 1797, madre di Clara Wieck, nota come Clara Schumann (moglie di Robert Schumann). </div><div>Mariane discendeva da una famiglia di musicisti: lo zio Johann Georg Tromlitz era un flautista virtuoso e il padre, Georg Christian Gotthold Tromlitz, cantore a Plauen. <div>Mariane fu cantante e pianista di valore, inizialmente allieva di Friedrich Wieck. Quest'ultimo divenne suo marito, nel 1816. Durante il matrimonio, Mariane continuò ad esibirsi come cantante solista durante i concerti settimanali del <span class="fs12lh1-5"><i>Gewandhaus, a</i></span> Lipsia. Il marito curava tutti i dettagli delle sue esibizioni, gestiva gli affari e continuava a seguirla negli studi, seppur Marianne fosse più abile di lui. </div><div>Le capacità artistiche di Marianne si facevano sempre più evidenti e Friedrich si faceva strada come insegnante e uomo d'affari. Mariane, oltre a dare concerti, teneva lezioni private di canto e pianoforte. La coppia ebbe 5 figli: Adelheid, Clara, Alwin, Gustav e Viktor. La primogenita e il più piccolo moriranno in tenera età. </div><div>Il matrimonio iniziò a vacillare già dopo la nascita di Clara e si fecero sempre più evidenti i contrasti; il 12 maggio 1824 Mariane lasciò la casa coniugale per tornare a casa dei suoi genitori, a Plauen. Con lei portò via Clara e Viktor, quest'ultimo di soli 3 mesi.<div><span class="fs12lh1-5">Secondo la legge sassone, in caso di separazione, i tre figli più grandi appartenevano al padre.</span><span class="fs12lh1-5"> Mariane conosceva bene le conseguenze a cui andava incontro ma, il matrimonio con Friedrich era diventato insostenibile. Una madre, devota alla cura della casa e dei figli, che contribuiva al bilancio familiare facendo lezioni private e dando concerti, lo studio per preparare le esibizioni pubbliche, seguito instancabilmente e con regole ferree dall'irascibile e burbero Friedrich Wieck! Insostenibile! &nbsp;Il 22 gennaio 1825 arrivò il divorzio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La figlia Clara, dalle testimonianze pervenute, pare che sia stata una bambina che ha faticato a parlare (si dice che iniziò a parlare verso i 4 anni, quando la madre si trasferì a casa dei nonni). Povera piccola! in un ambiente così ostile, due genitori che litigavano costantemente e una madre pressata dalla studio intensivo imposto dal padre, come poteva crescere libera e spensierata? Clara era solita annotare le sue giornate su un diario. Il padre ad un certo punto pretese di leggere quello che scriveva e Clara, molto forte e determinata, continuò a scrivere indisturbata. Quando aveva 9 anni annotò sul suo diario quanto segue: </span><i class="fs11lh1-5">Mio padre, che da lungo tempo sperava un cambiamento da parte mia, ha osservato oggi, di nuovo, che sono sempre ancora pigra, negligente, disordinata, testarda, disubbidiente, e ciò anche nel suonare il pianoforte; e poiché ho eseguito così male in sua presenza le nove Variazioni op. 26 di Hünten, egli ha strappato lo spartito di fronte ai miei occhi, e ha deciso che da oggi non mi avrebbe lasciato una sola ora, e oramai posso solo suonare scale, studi di Cramer e gli esercizi di Czerny per i trilli.</i></div><div><span class="fs12lh1-5">Clara e Mariane sono risultate due donne forti, nonostante l'epoca in cui sono vissute e le vicessitudini familiari condivise.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Friedrich Wieck aveva studiato e terminato gli studi in teologia, per volere dei suoi genitori; segretamente aveva preso lezioni di pianoforte e contrappunto. Finiti gli studi, la passione per la musica lo portò a dedicarsi all'insegnamento musicale e successivamente ad aprire una fabbrica di pianoforti. Le sue conoscenze lo portarono a maturare un ottimo metodo didattico, che sperimentò su Mariane e Clara. A Dresda si fece ben presto notare e divenne un insegnante molto richiesto, tanto che Robert Schumann lo scelse come insegnante. Tra i suoi allievi ricordiamo anche Hans von Bülow, la figlia Marie (quest'ultima, nata dal secondo matrimonio) e tanti altri. </span><span class="fs12lh1-5">Nel 1840 Friedrich Wieck volle imparare di più sulla tecnica del canto e studiò con John Miksch, per ampliare le sue conoscenze educative. </span><div><span class="fs12lh1-5">Un uomo testardo e senza scrupoli pur di stare in prima linea, sacrificando ogni genere di rapporto umano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mariane fu la prima persona ad allontanarsi da lui e, d</span><span class="fs12lh1-5">opo il divorzio, trovò conforto nelle braccia di Adolph Bargiel, un musicista e amico di famiglia che divenne il suo nuovo marito. Per un periodo, la nuova coppia, abitò a Lipsia. Mariane aveva il permesso di vedere i suoi figli, tra cui Clara.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo, nel 1826, Adolph Bargiel rilevò una scuola di pianoforte a Berlino, i contatti tra Marianne e i suoi figli divennero più radi a causa della distanza. Clara scriveva spesso alla madre e durante i suoi spostamenti la incontrava di tanto in tanto. Nel 1830 Adolph Bargiel fu costretto a chiudere la scuola di musica perchè vi fu un'epidemia di colera e fu colpito da un ictus. Mariane, che nel frattempo aveva avuto altri quattro figli, dovette impartire lezioni private a ritmi serrati, per sfamare la famiglia. Di tanto in tanto, fu costretta a chiedere aiuti finanziari ad amici e alla figlia Clara. Non si perse mai d'animo e accudì il marito fino alla morte.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Mariane e Clara continuarono ad avere un buon rapporto, soprattutto </span><span class="fs12lh1-5">quando nel 1839, Clara lasciò la casa del padre. Mariane fu pronta ad ospitarla nella sua casa di Berlino. Anche Robert Schumann aveva un ottimo rapporto con la suocera Mariane, la quale era presente quando Robert e Clara si sposarono in segreto. Mariane fece spesso visita ai Schumann, si prese cura temporaneamente dei suoi nipoti durante il ricovero del genero (1854) al manicomio di Endenich e dopo la morte dello stesso (1856).</span></div></div></div><div>Mariane si spense nel 1872 e Clara trovò pieno appoggio in Johan Brahms, suo intimo amico e confidente.</div><div>La ricostruzione degli avvenimenti che hanno interessato le famiglie Wieck, Bargiel e Schumann sono ricostruibili grazie all'intenso epistolario tra Mariane, Clara, Johan Brahms e Robert. Un intreccio di storie che ci danno informazioni su tanti aspetti che hanno costellato donne e uomini talentuosi che molto spesso hanno messo in primo piano l'ambizione a dispetto del quieto vivere.</div><div>Clara fu una donna formidabile, fuori dal comune. Nonostante il rapporto burrascoso con il padre, quando morì (1873) cercò sempre di placare le offese che gli venivano rivolte, ricordando che senza i suoi insegnamenti non sarebbe mai stata quella che era, sottolineando anche il fatto che amava il suo mestiere ed era sempre pronto a coltivare talenti. <span class="fs12lh1-5">Diede vita alla "Fondazione Friedrich Wieck" con lo scopo di promuovere talenti che non potevano permettersi di pagare gli studi. I figli Alwin e Marie proseguirono la carriera del padre.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>bibliografia</div><div><div>www.schumann-portal.de</div></div><div>wikipedia.org</div><div>Treccani</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Aug 2024 20:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ferdinando Gasparo Bertoni]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Cappelli]]></author>
			<category domain="https://didatticapianistica.eu/blog/index.php?category=Memorie_di_Musicisti"><![CDATA[Memorie di Musicisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008">Oggi parliamo di un musicista dimenticato, come spesso accade per tanti...<div><span class="fs12lh1-5"><b>Ferdinando Gasparo Bertoni</b></span> nacque il giorno di ferragosto del 1725 a Salò, in provincia di Brescia. Non si hanno notizie<span class="fs12lh1-5"> sulla formazione musicale di base. Potremmo supporre che abbia iniziato gli studi nella sua città natale, si hanno notizie sul fatto che studiò a Brescia con Orazio Pollarolo II e t</span><span class="fs12lh1-5">ra il 1740 e il 1745 si trasferì a Bologna per studiare con il celebre Giovan Battista Martini.</span><br><div>Imparò ben presto l'arte e le sue ottime referenze lo portarono a Venezia, dove fu assunto prima come primo organista e poi come maestro di cappella della Chiesa di San Marco. Oltre a questo incarico, entrò nei salotti più rinomati e ricchi di Venezia, dando lezioni di clavicembalo e composizione. </div><div>Tra i suoi librettisti vi è anche il grande Metastasio, si pensi all'Olimpiade, dramma per musica del 1765, rappresentato a Venezia, presso il Teatro di S. Cassano, in occasione del Carnevale veneziano.<br></div><div>Essendo vissuto in uno dei crocevia musicali più ambiti dell'epoca, Venezia, nel 1771 ebbe modo di incontrare celebrità quali W. A. Mozart, in soggiorno nella città lagunare, per una serie di concerti. Nel 1773 diventerà il direttore dell'Accademia Filarmonica di Bologna, a dimostranza della sua fama e della sua preparazione. Due anni dopo, n<span class="fs12lh1-5">el 1775 diresse la prima assoluta del suo oratorio "David poenitens" a Venezia alla presenza dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Un anno dopo toccò a "Orfeo e Euridice", su libretto di Ranieri de' Calzabigi, la cui prima esibizione fu data a Venezia il 3 gennaio 1776, presso il Teatro San Benedetto e a Berlino, presso la </span><span class="fs12lh1-5"><i>Staatsoper Unter den Linden, </i></span>nel 1788.</div><div><span class="fs12lh1-5">La sua fama si estese anche all'estero, tanto che su invito</span><span class="fs12lh1-5">, nel 1778, si recò a Londra per rappresentare le sue opere presso il </span><i class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">King’s Theatre di Haymarket;</span></i><span class="fs12lh1-5"> qui </span><i class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">e</span></i><span class="fs12lh1-5">bbe modo di incontrare Johann Christian Bach. &nbsp;</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel 1784 tornò a Venezia, e nel 1785, a seguito della morte di Baldassare Galuppi fu nominato maestro di cappella di San Marco, carica che tenne fino al 1808.</span></div><div>Oltre alle opere liriche, B. scrisse anche molte musiche sacre per le funzioni religiose da tenersi nella Basilica di San Marco. Accanto alle composizioni sacre, non mancarono sonate da camera, strumentali e brani per voce solista e non.</div><div>Come riporta l'enciclopedia treccani.it , articolo di Fausto Torrefranca, l'opera più famosa <i class="fs10lh1-5">"è l'Orfeo (1776) sul libretto stesso del Calzabigi seguendo le tracce del Gluck (v. prefazione dello stesso Bertoni). Compose un Miserere, a gara con l'altro famoso composto da G. A. Hasse. Nella musica strumentale si provò con Sei sonate per il cembalo con accompagnamento di violino, op.1, Sei quartetti, op. 2, e Sei sonate a cembalo solo, op. 9. La sua musica è fluida e scritta con correttezza, ma difetta di originalità. Le pagine migliori del B. non valgono una sola del nipote Ferdinando Turini (v.) detto Bertoni o Bertoncino, suo allievo, col quale non va confuso".</i><br></div><div><div><span class="fs12lh1-5">La storiografia, molto spesso Confonde il B. con il nipote Ferdinando Gasparo Turrini (detto anche Bertoni o “il Bertoncino” o “Bertoni l’orbo”).</span></div></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Nel 1808 Ferdinando Bertoni si ritirò a Desenzano del Garda dove morì il 1 dicembre 1813.</span> &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs8lh1-5"><b>Bibliografia</b></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><i>it.wikipedia.org</i></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><i>gardapost.it</i></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><i>IMLSP.org</i></span></div><div><div><span class="fs8lh1-5"><i>https://www.treccani.it/enciclopedia/ferdinando-giuseppe-bertoni_(Enciclopedia-Italiana)/</i></span></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div></div><a href="https://youtu.be/V7K-VtZnFPU">https://youtu.be/V7K-VtZnFPU</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Aug 2024 10:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Josephine Caroline Lang ]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Cappelli]]></author>
			<category domain="https://didatticapianistica.eu/blog/index.php?category=Memorie_di_Musicisti"><![CDATA[Memorie di Musicisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><img class="image-0 fleft" src="https://didatticapianistica.eu/images/Josephine_Caroline_Lang.jpg"  width="214" height="259" /><b class="fs14lh1-5">Josephine Caroline Lang</b> (Monaco,1815 – Tubinga 1880) crebbe in una famiglia di musicisti: suo padre, Theobald Lang (1783-1839), fu membro dell'orchestra di corte bavarese e sua madre, Regina, Hitzelberger (1788-1827), fu cantante della corte reale di Monaco. Josephine fu avviata allo studio del pianoforte dalla madre. Hiller, nella biografia a lei dedicata scrive: "Già dal terzo anno di vita sapeva come eseguire tali cose con purezza e tatto, suscitando l'ammirazione generale". Aveva una dote naturale per la composizione e come scrive Hiller: "Inventare ed eseguire marce, valzer e altri balli era il suo più grande piacere". A Monaco non passò inosservata, fu considerata un prodigio musicale e lo dimostra il fatto che la Società del Museo la ingaggiasse spesso. &nbsp;La formazione pianistica di Josephine fu segnata dall’avvicendarsi di diversi insegnanti privati sino a quando iniziò a studiare con Mlle Josephe Berlinghof, “la pianista più rispettata e brillante di Monaco ” (Hiller, p. 121), allieva di &nbsp;Sophie Lebrun . &nbsp;Era solito che la bambina prodigio si esibisse nei salotti e sale dell’alta società. Durante una delle esibizioni, a notarla (visto come si destreggiava sullo sgabello, praticamente era in piedi) fu proprio Mlle Berlinghof che riconobbe il talento ma, non la disciplina. La stimata didatta si propose di seguire la sua formazione musicale. Grazie agli insegnamenti di Mlle Berlinghof, riuscì ad eseguire il tema e variazioni brillanti su tema originale di Herz; tutti notarono un miglioramento. Aveva 12 anni ed è apprezzabile, nonostante questo, come affermano i Krebs, la sua formazione rimase superficiale. Il fatto che abbia suonato le variazioni di Herz lo dimostra: tutte le nobildonne si esibivano suonandole. Non si sa se la sua formazione avesse previsto lo studio di composizioni di Bach e dei contemporanei Mozart, Haydn e Beethoven (all’epoca considerati d’avanguardia). Nel 1827 morì la madre e J. dovette contribuire al sostentamento della famiglia. Iniziò a dare lezioni private di canto e pianoforte, come riferisce Hiller: insegnava otto ore al giorno e poiché di giorno “frequentava un istituto per imparare l'inglese e l’italiano, sfruttare le notti per soddisfare le richieste che le venivano fatte come pianista in società e concerti” (Hiller, p. 123). </div><div>L’ambiente aristocratico frequentato da Josephine, la facilitò nella professione. Il suo padrino era il pittore di corte; Joseph Stieler. Proprio a casa di quest’ultimo, nel 1830, conobbe Felix Mendelssohn e Ferdinand Hiller. Il primo, riconosciuto il suo talento, le diede lezioni di composizione: il secondo diventerà il suo biografo. Mendelssohn consigliò al padre di Josephine di farla trasferire a Berlino per proseguire gli studi con Carl Friedrich Zelter, direttore della locale società musicale Singakademie fino al 1827, e con sua sorella Fanny Hensel. Il padre rifiutò. </div><div>Josephine Lang e Felix Mendelssohn rimasero per sempre legati e tennero contatti epistolari. Josephine non ebbe mai una formazione accademica ma, imparò tutto grazie alle lezioni private. Nel 1835 presentò la candidatura per essere ammessa come cantante presso la chiesa della corte reale di Monaco. L’incarico arrivò 5 anni dopo: fu insignita del titolo "königliche Hofsängerin (cantante di corte reale)". Due anni più tardi, conobbe e sposò il giurista e poeta Christian Reinhold Köstlin (1813-1856); si trasferirono a Tubinga. </div><div>Il matrimonio assorbì completamente Josephine, la quale abbandonò quasi definitivamente la composizione per dedicarsi alla famiglia. Purtroppo, il matrimonio non durò moltissimo, a causa della prematura morte del marito. Rimasta vedova, con 6 figli, dovette riprendere le lezioni private e la composizione. Ferdinand Hiller, Felix Mendelssohn e Clara Schumann aiutarono Josephine a riprendere la sua carriera musicale e a riproporsi agli editori.</div><div>Josephine Lang non ha mai incontrato di persona Clara Schumann, erano amiche epistolari e si stimavano a vicenda. Josephine, in senso di gratitudine, le dedicò 6 Lieder, op. 26.</div><div>I Lieder di Josephine erano molto apprezzati, molti dei quali su testo del marito, e in effetti, è tutt'ora ricordata proprio per le composizioni cantate, seppur abbia scritto anche per pianoforte e altri strumenti.</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs10lh1-5"><b>Bibliografia</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5">“Josephine Lang: Her Life and Songs” Di Harald e Sharon Krebs, 2007, Oxford University Press, Inc.</span></div><div><span class="fs10lh1-5">https://mugi.hfmt-hamburg.de</span></div><div><span class="fs10lh1-5">https://www.schumann-portal.de/josephine-lang.html</span></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 15:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[F. Chopin: "non è un Notturno ma, va eseguito come tale".]]></title>
			<author><![CDATA[Antonietta Cappelli]]></author>
			<category domain="https://didatticapianistica.eu/blog/index.php?category=Memorie_di_Musicisti"><![CDATA[Memorie di Musicisti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs14lh1-5">Nel 1830, Fryderyk Chopin soggiornava a Vienna e spedì una lettera alla sorella maggiore, Ludwika (tramite posta). Vi era anche un regalo: quello che noi conosciamo come </span><span class="fs14lh1-5"><i>Notturno in DO# minore</i></span><span class="fs14lh1-5">, a lei dedicato. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ludwika scriverà sul suo memorandum:</span><span class="fs14lh1-5"> </span><i><span class="fs14lh1-5">Composizione inedita di F. Chopin: "Lento con grande espressione, inviatomi da Vienna nel 1830. Lento nello stile di un notturno".</span></i></div><div><span class="fs14lh1-5">Il compositore polacco, in punto di morte, raccomandò alla sorella Ludwika di distruggere tutte le composizioni rimaste inedite. In parte fu fatto ma, i familiari stretti del genio polacco non se la sentirono: le opere postume sono state molto apprezzate dal pubblico, come per il brano preso in esame. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Le copie manoscritte esistenti sono 4:</span></div><div><ol><li><span class="fs12lh1-5">2 pagine, indicate come manoscritto dal The Fryedryk Chopin Institute, collezione di A. M. Boutroux-Ferra in Spagna, Palma - Valldemosa;</span></li><li><span class="fs12lh1-5">Tre copie manoscritte del "lento con grand espressione", curate da </span><span class="fs12lh1-5">Oskar Kolberg, </span><span class="fs12lh1-5">Milij Aleksiejewicz Bałakiriew, </span><span class="fs12lh1-5">Ludwika Jędrzejewiczowa (sorella di Fryderyk).</span></li></ol></div><div><span class="fs12lh1-5">Potete consultare il link </span><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://web.archive.org/web/20161210052350/http://en.chopin.nifc.pl/chopin/manuscripts/detail/id/103" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://web.archive.org/web/20161210052350/http://en.chopin.nifc.pl/chopin/manuscripts/detail/id/103', width: 600, height: 337, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://web.archive.org/web/20161210052350/http://en.chopin.nifc.pl/chopin/manuscripts/detail/id/103</a></span></span></div><div><span class="fs14lh1-5">L' autografo che potremmo chiamare versione "originale", catalogato come</span><span class="fs14lh1-5"> KK IVa Nr. 16 oppure WN 37. </span><span class="fs14lh1-5">Il manoscritto catalogato come</span><span class="fs14lh1-5"> B.49 (dove B. sta per Brawn) è quello che Alfred Cortot inserì nella sua opera revisionata dei Notturni e che contrassegna come "definitivo". </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Che Chopin apportasse modifiche ai suoi brani lo trovo alquanto normale ma che le scrivesse costantemente, lo trovo poco veritiero. Molti dei suoi allievi, testimoni del libro "Chopin visto dai suoi allievi" di Jean-Jacques Eigeldinger, affermano che il loro Maestro eseguiva i suoi brani inserendo diverse variazioni melodiche. Il modo di suonare di Chopin era improvvisato e ricco di sfumature, sempre differenti. Mi verrebbe da pensare che, essendo il brano in oggetto un inedito, qualcuno abbia apportato variazioni a proprio gusto e piacimento. </span></div><div><div><span class="fs14lh1-5">Il nostro Fryderyk volle regalare il "puzzle" musicale, Lento con gran espressione, alla sorella (nel 1836 lo regalerà anche ad una sua allieva, Maria </span><span class="fs14lh1-5">Wodzinski, la stessa per la quale aveva scritto il Valzer in LAb</span><span class="fs14lh1-5">). Vi sono riferimenti al tema principale del secondo Concerto per pianoforte e orchestra in FA minore, n.21, e ad una canzone polacca &nbsp;"Maidemn's wish", dall'op.74 dello stesso autore. Per approfondire, rimando a questo a questo link</span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.informance.biz/1/34-nocturne-in-c-sharp-minor/154-introduction" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.informance.biz/1/34-nocturne-in-c-sharp-minor/154-introduction', width: 600, height: 337, description: 'F. Chopin_Notturno in DO#minore, op. postuma'}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.informance.biz/1/34-nocturne-in-c-sharp-minor/154-introduction</a></span></span></div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Le edizioni WN (</span><span class="fs14lh1-5">The National Edition of the Works of Fryderyk Chopin) sono </span><span class="fs14lh1-5">edizioni Urtext e hanno l'obiettivo di presentare la produzione chopiniana </span><span class="imUl fs14lh1-5"><b>nella sua forma autentica</b></span><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Jan Ekier, musicista polacco, nel 1959 intraprese una raccolta delle opere, conosciute e non, di Chopin. Dal 1967 al 2010, pubblicò 37 volumi. Ogni composizione è accompagnata da commenti riguardanti la fonte e l'esecuzione. L'Edizione Nazionale Chopin è considerata l'edizione autorevole delle opere di Chopin ed è consigliata ai concorrenti del Concorso Pianistico Internazionale Chopin.</span><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Affidandoci agli studi compiuti da Jan Ekier, possiamo visionare una versione postuma del manoscritto (il primo brano) e una versione originaria (il secondo brano)</span> <a href="IMSLP830349-PMLP3848-Chopin_Nocturne_in_-c" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'IMSLP830349-PMLP3848-Chopin_Nocturne_in_-c', width: 600, height: 337, description: '2 versioni del Notturno in DO# minore di Chopin&lt;br /&gt;fonte: IMSLP'}]}, 0, this);" class="imCssLink">IMSLP830349-PMLP3848-Chopin_Nocturne_in_-c<br></a></div><div><i class="fs14lh1-5">Le due versioni riportano differenze sostanziali, anche nel ritmo.</i></div><div><i class="fs14lh1-5">La prima edizione del brano risale al 1875, curata dal musicologo Marceli Antoni Szulc ed edito da Leitgeber di Poznan con il titolo di "Adagio". </i></div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Ogni volta che ci apprestiamo allo studio di un brano, buona norma sarebbe quella di informarci. Studiare sulle edizioni originali ci consente di suonare "il vero", l'intenzione originale dell'autore. In questo caso è un po' difficile ma, possiamo fidarci degli studi già svolti oppure possiamo avventurarci in ricerche delle fonti primarie. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs10lh1-5">Bibliografia</b></div><div><i class="fs10lh1-5">en.wikipedia.org</i></div><div><div><i class="fs10lh1-5">http://en.chopin.nifc.pl/chopin</i></div><div><i class="fs10lh1-5">International Music Score Library Project </i><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 06:38:00 GMT</pubDate>
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